mercoledì 31 ottobre 2007

Pia l'anello

In un tempo imprecisato di molti anni fà un giovane dovette partire per la guerra. Dopo qualche anno in paese iniziò a circolare voce che sarebbe morto e la sua ragazza pianse quanto bastò per creare con le lacrime un torrente che la inghiottì.
Il giovane che in realtà era vivo e vegeto tornò a casa e venuto a conoscenza dell'accaduto volle legarsi per sempre all'amata e dicendo "Pia l'anello" (prendi l'anello) gettò nelle acque del torrente un anello che avrebbe voluto regalarle per il fidanzamento. Da questo "Pia l'anello" derivò il nome Pianello.

martedì 30 ottobre 2007

Interno della corte del castello di Paderna


lunedì 29 ottobre 2007

Il dono del centurione

Tra i più particolari toponimi presenti sul territorio vi è quello del fiume Tidone. La storia che determina l'attuale nome è legata a quella di un centurione romano che in cerca di acqua pura durante la battaglia del Trebbia (seconda guerra punica) arrivò a Case Matti (PV) dove trovò una fresca sorgente. In segno di ringraziamento egli volle togliersi l'anello e dicendo "O Valle ti dono quest'anello" gettò il prezioso nell'acqua. Da allora il "ti dono" mutò nei secoli in "Tidone".

domenica 28 ottobre 2007

Colori


giovedì 25 ottobre 2007

Il sogno di Giacobbe

All'interno dell'abbazia di San Colombano è possibile notare la scritta "Terribilis est locus iste", la stessa scritta che accoglie i fedeli all'ingresso della ormai celebre chiesetta francese di Rennes-Le-Chateau.
L'origine di questa scritta è riconducibile ad un sogno che Giacobbe (figlio di Isacco e padre dei dodici capostipiti delle tribù d'Israele) durante il riposo in una città. In tal sogno vide apparire un'angelica scala conducente fino al cielo e sentì la voce di Dio.
Risvegliatosi eresse una stele consacrando il luogo con le parole "Questo è un luogo terribile! Questa è la casa di Dio e la Porta dei Cieli". Questo luogo si chiamava Beth-El che vuol dire "casa di Dio".

mercoledì 24 ottobre 2007

Col naso in sù

Guseppe Rossi fù primo piacentino brevettato a pilota d'aereo nel 1910, istruito da Umberto Cagno a Pordenone. A marzo dell'anno successivo con altri aviatori sì esibì sui cieli di Piacenza davanti gli occhi di migliaia di spettatori che a naso in sù ammiravano il primo volo degli "uomini volanti". Nello stesso anno partì per la guerra in Libia come volontario, guadaganandosi una medaglia d'argento al valor militare.
In questo periodo fù molto attivo tanto che sperimentò con Guglielmo Marconi le tramsissioni dall'aereo alla terra ferma e durante una seconda esibizione (avvenuta nel 1912) fece un volo sui cieli di Carpaneto solo per salutare la madre. Durante la prima guerra mondiale (1915-1918) diresse la scuola di idrovolanti di Taranto e nel 1916 arriva la seconda medaglia d'argento: aveva affondato un sommergibile tedesco. Finita la guerra aprì una grande officina a Bracciano dove vì costruì nel 1921 il più grande idrovolante fino ad allora mai realizzato al mondo.
Colui che fù definito dal Gabriele Annunzio nel Notturno "forgiatore d'ali umane" morì a Bracciano ma nel 1957 ma fù sepolto per sua volontà a Carpaneto.

domenica 21 ottobre 2007

Le Quattro Province

In un'area storicamente di transito per pellegrini, commercianti ed eserciti e conosciuta sin dall'età della pietra, si ha un territorio che da secoli tramanda le proprie tradizioni culturali. Questo territorio si estende nelle valli montane entro i confini delle province di Alessandria, Genova, Pavia e Piacenza e s'identifica nelle diverse realtà attraverso musiche con piffero e fisarmonica, danze poplari e feste di omogenea o simile fattura. E' da questa familiare ritualità che le valli delle menzionate province geograficamente consecutive, diventano come un'unica regione detta delle Quattro Province. All'origine di queste radicate tradizioni si hanno le difficoltà di comunicazione dei paesi con i maggiori centri urbani (viceversa la contaminazione di altre culture) ed alla tenacia dei loro abitanti.

sabato 20 ottobre 2007

Un angolo del centro


venerdì 19 ottobre 2007

La fortezza di Piacenza (I)

Nella seconda metà del XVI secolo Piacenza era munita di una imponente fortezza fatta innalzare dal Pier Luigi Farnese nel lato sud-occidentale della città, nei pressi della porta di S.Antonio, a ridosso delle mura. La struttura della costruzione era a pianta pentagonale e misurava 1500 metri di perimetro con delle cortine di altezza variabile tra i 130m di quelle esterne ed i 244m di quelle rivolte verso la città.

giovedì 18 ottobre 2007

La regina monaca

Originariamente l'abbazia di San Sisto fù un edificio sacro innalzato nel 874 in onore dei 12 apostoli ed alla resurrezione di Cristo. Voluto dalla regina longobarda Angilberga, moglie dell'imperatore franco Ludovico II (pronipote di Carlo Magno) vi erano annessi un ospedale ed un monastero di suore, dove la stessa regina convertitasi in abiti monacali diventò badessa fino alla sua morte avvenuta nel 899.
Alla sua morte lasciò al convento un preziosissimo codice composto da 143 carte in pergamena detto "Salterio della regina", avente lettere iniziali in argento, caratteri in oro e contenente cantici, inni ed i salmi di Davide. Ora è custodito nella biblioteca comunale Passerini-Landi a Piacenza.

mercoledì 17 ottobre 2007

Mastio di Vigoleno


martedì 16 ottobre 2007

Carlin di maggio

Il Carlin di maggio è uno dei festeggiamenti primaverili facenti parte del Calendimaggio dal quale ne deriva il nome, adottato dai comuni di Corte Brugnatella e Marsaglia.
La partecipazione a questa festa prevede una raccolta di uova (o secondo recente tradizione vino, salumi e talvolta denari) da barattare con canti beneauguranti che i "canterini", animatori ed orchestranti tipicamente riconoscibili da un fazzoletto giallo-verde al collo ed un cappello di paglia, portano a tutte le case per annunciare l'arrivo della bella stagione.
Il Carlin di maggio inizia la sera, momento in cui il sindaco fà l'appello dei nomi dei canterini che muniti di camionetta o trattorino e da cesti dette "cavagne" per la raccolta dei doni si apprestano a fare il giro di tutte le case.

lunedì 15 ottobre 2007

Borgo

domenica 14 ottobre 2007

Cristoforo Colombo, la famiglia e le origini

Una grande e controversa incognita tutt'oggi aleggia sulle origini di Cristoforo Colombo. La sua nativià è con maggiore probabilità avvenuta sul territorio genovese (nel testamento egli scrisse "dalla città di Genova io trassi origine ed in essa io nacqui") ma per carenza di prove, documenti ufficiali e per la vaghezza dello stesso navigatore non è possibile localizzarla con certezza e neppure lo stesso figlio Fernando Colombo lo seppe mai.
E' ufficialmente accertato che la sua famiglia proveniva da Pradello (frazione di Bettola) e dovette poi riparare a Genova per sfuggire ai continui saccheggi delle milizie viscontee. A Bettola disponeva di numerosi terreni, come lo storico Pier Maria Campi constatava, terreni ad alta componente ferrosa e per questo detti "terre rosse". Per questo i fratelli Bartolomeo e Cristoforo Colombo si firmavano spesso con la dicitura "de terra rubra" a scopo di identificare la provenienza della loro famiglia, di fatto piacentina. Caso (oppure no) la storia poi volle che nel 1479 il navigatore si accasò con la portoghese Dona Felipa Moniz de Perestrello dal nome spagnoleggiante ma anch'essa di padre piacentino, tale Bartolomeo Perestrello di Piacenza.

Cavalli in pianura

sabato 13 ottobre 2007

La coppa di Gutturnium

Il gutturnio è il vino piacentino per antonomasia, forte rosso e fruttato. Ottenuto dalla sapiente mescola di uve bonarda e barbera è assolutamente consigliato servito in abbinamento ai locali insaccati marchiati "dop".
L'origine del nome di questo nettare apprezzato sin dai tempi antichi (Pisone che era nemico di Cicerone veniva accusato da quest'ultimo di berne in gran quantità) pare sia attribuita a Gutturnium, coppa romana argentata ritrovata a Croce Santo Spirito nel letto del fiume Po nel 1878.

venerdì 12 ottobre 2007

La Fabbrica di pietre

Il paese di Travo divenne conosciuto a livello nazionale nell'immediato dopoguerra per la presenza nel territorio di numerose tipologie di pietre tra le quali l'esemplare di spicco era quella litografica, usata da varie case editrici.
Dopo l'estrazione le pietre venivano portate in uno stabilimento ancora oggi chiamato Fabbrica.

mercoledì 10 ottobre 2007

Ciclo




martedì 9 ottobre 2007

Il dado

Nella centralissima Piazza Cavalli sì adagia dinnanzi la chiesa di San Francesco un edificio solitario dalla forma curiosa perchè stretto ai lati e nemmeno tanto lungo. Esso più famigliarmente conosciuto come "dado", nonostante la sua forma parallelepipeda, fù una torre di vedetta facente parte dell'ultima cinta muraria della città.
Fatta innalzare nel 1339 per volere di Azzo Visconti (allora signore di Piacenza) si stagliava per quaranta metri munita di bifore, dal 1419 di un orologio nella parte superiore e dal 1536 di campane. Chiamata Torre di San Francesco vi si trovavano all'interno le prigioni femminili e vi era custodita la tesororia della comunità. Per far conoscere al popolo a chi quest'ultimo avrebbe dovuto rispondere, sulla sommità veniva dipinto lo stemma del signore di turno.

lunedì 8 ottobre 2007

Dominio


domenica 7 ottobre 2007

Un collezionista eccellente

Dei fossili che emergono dalle colline arquatensi Leonardo Da Vinci ne fù un eccelente collezionatore. Come scrisse nel Codice Leichester (f.9v), durante il suo periodo di residenza a Milano ne fece portare in quantità nel suo studio.

venerdì 5 ottobre 2007

Vite contro la morte

All'epoca romana la città di Veleja era un rinomato centro termale le cui acque saline richiamavano visitatori fiduciosi nelle loro proprietà benefiche. Il censimento avuto con l'imperatore Vespasiano nel 72 d.c. contò tra la popolazione 6 persone di 110 anni, 4 di 120 ed una, al cui nome rispondeva Marcus Mutius Marci fiulius Galerius Felix, di ben 140.

giovedì 4 ottobre 2007

Piazza


mercoledì 3 ottobre 2007

Il mistero della terza tribù

La posizione pressochè baricentrica rispetto la grande pianura padana ha permesso alla provincia di essere da sempre una terra di passaggio e di stanziamento. Prima dell'avvento dell'età romana, che quì trovò il suo massimo splendore nelle città di Veleja e Placentia, la zona era abitata da popolazioni liguri, celtiche (galli, buoi ed insubri) e probabilmente tribù di Anamari (Anani o Anari).
Le presenze liguri erano spesso legate a quelle celtiche ed insediavano principalmente la valle del Trebbia e lo stretto appenninico tra il Nure e l'Arda creando maggiori nuclei abitativi nei pressi dei principali centri urbani attuali quali Bobbio, Ottone, Farini d'Olmo, e Gropparello.
La presenza degli Anamari come tribù autonoma non è ancora certificata in quanto vengono associati ai celti o alle tribù liguri dei Marici che per ragioni toponomastiche avrebbero stanziato a Ziano Piacentino e Vicomarino.

martedì 2 ottobre 2007

Strada del paese


lunedì 1 ottobre 2007

Papa Gregorio X

Da Wikipedia riporto l'articolo sulla storia del Papa piacentino Gregorio X dal nome di Tebaldo Visconti, nato a Piacenza il 10 gennaio 1276.
Gregorio X, nato Tebaldo Visconti (Piacenza, ca. 1210 - Arezzo, 10 gennaio 1276), fu Papa della Chiesa cattolica, che lo venera come beato, dal 1271 alla sua morte.Tebaldo Visconti era insignito dei soli ordini minori, ed era titolare di un canonicato a Lione, e dell'arcidiaconato di Liegi.
Succedette a Clemente IV, dopo che lo scranno pontificio era rimasto vacante per quasi tre anni a causa dei dissidi fra i cardinali che si erano riuniti a Viterbo per eleggere il nuovo Papa. Il popolo di Viterbo, stanco delle lungaggini nelle quali si dibatteva questa elezione, rinchiuse i cardinali nel Palazzo Papale (clausi cum clave) e da quel giorno tutte le riunioni del Sacro Collegio per eleggere il nuovo papa presero il nome di conclave.
La sua elezione avvenne mentre era impegnato nella nona Crociata a San Giovanni d'Acri, assieme a Edoardo I d'Inghilterra. Qui, appena eletto incontrò Niccolò, Matteo e Marco Polo in viaggio per la Cina. Al suo arrivo a Roma il suo primo atto fu di riunire un concilio ecumenico che si incontrò a Lione nel 1274 allo scopo di discutere dello scisma d'oriente, delle condizioni della Terra Santa, e degli abusi della Chiesa cattolica. Fu mentre era di ritorno da quel conciliò che morì, ad Arezzo, il 10 gennaio 1276. A lui si deve la bolla Ubi Periculum che, successivamente incorporata nel codice del diritto canonico, continua a regolare tutti i conclavi per l'elezione dei Papi. Gli successe papa Innocenzo V.